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"Il riscatto parte da un pallone" E-mail
Rassegna stampa
Scritto da Segreteria   
Lunedì 10 Dicembre 2018 15:00

 IL RISCATTO PARTE DA UN PALLONE

«Ricordo il debutto della squadra Micro a Tergu, in un sabato pomeriggio di ottobre 2007. Distribuimmo negli spogliatoi le maglie recuperate grazie a Samuele Ara pochi giorni prima. La felicità dei bambini era contagiosa e lì ci accorgemmo che i sacrifici che ci aspettavano sarebbero stati ampiamente ripagati».

Antonio Caggiari è da due anni il presidente della Santa Maria Bambina. È succeduto a Don Gavino Sini, parroco dell’omonima chiesa di Santa Maria di Pisa, che è rimasto comunque nel direttivo e oggi più che mai rappresenta la guida morale e spirituale della società.

Don Gavino Sini, poco più di dieci anni fa, ascoltò le esigenze di un gruppo di persone che volevano rilanciare l’aggregazione sociale attraverso lo sport di un’area della città destinata al degrado.

Così, lo stesso Caggiari e Bastianino Cagnoni, scelsero il campetto di via Cedrino, ormai abbandonato dopo l’esperienza della società di calcio Santa Maria di Pisa nei primi anni 2000, per dar vita alla loro missione educativa. Settimane di profonde pulizie e adeguamento del campo alle richieste regolamentari dettate dal Csi, «al quale chiedemmo – ricorda Caggiari con un sorriso – di giocare sempre nel primo pomeriggio, perché la luce artificiale, che allora perveniva dai pali dell’illuminazione pubblica, non era idonea alla disputa delle gare».

Situazioni di emergenza che però permise a Don Gavino e ai suoi “ragazzi” di fare fronte comune e riuscire a far emergere un forte senso di appartenenza di molti genitori di quei “Micro”, come Giulio Levacovich, Antonello Diana, Serafino Dettori, Samuele Ara. Ognuno con le proprie conoscenze o le loro abilità professionali diede un forte contributo per alzare il livello qualitativo della struttura, divenuta nel tempo quasi una “succursale” dell’Oratorio della Parrocchia di Santa Maria Bambina.

«Ci siamo abituati a operare nell’emergenza – ammette Caggiari – ma siamo stati ampiamente ripagati dalla credibilità che abbiamo costruito agli occhi dell’Amministrazione Comunale. A brevissimo, infatti, inizieranno i lavori di riqualificazione dell’impianto sportivo: un manto in sintetico e la messa in sicurezza della recinzione rappresentano per noi un grande riconoscimento per i tanti sacrifici fatti in questi dieci anni di presenza quotidiana sul territorio».

Tra le soddisfazioni di questi anni va sottolineata la sempre più alta sintonia tra la società sportiva e le famiglie che abitano a fianco al campo di via Cedrino. Non deve essere dato per scontato, infatti, che il chiasso e le urla dei bambini siano accettate da tutti. «Ci sono stati momenti in cui abbiamo dovuto mettere in campo una forte mediazione – dice il vice presidente Samuele Ara –. Essendo il nostro un campo in terra battuta, la polvere generata dalla corsa dei bambini giungeva ai piani alti dei palazzi e, in parte anche giustamente, sono arrivate alcune segnalazioni. Molti di loro non erano più abituati a vedere tante persone in quello spazio, rimasto vuoto e abbandonato per anni. Ora però ci chiedono “Ma quando iniziano i campionati? Ci piacere vedere giocare i bambini”. Anche questa è una bella vittoria sociale».

 ANCHE DONARE IL SANGUE È UNA VITTORIA

Circa settanta piccoli atleti, distribuiti in tutte le categorie dai Micro-Micro agli Esordienti, partecipano oggi ai campionati giovanili Csi con la Santa Maria Bambina.

Una continua occasione per divertirsi con i bambini delle altre squadre dopo la settimana di allenamenti. Da alcuni anni, inoltre, la Santa Maria Bambina partecipa ai tornei organizzati da Gianfranco Matteoli nel centro sportivo “Simba”, alle porte di Oristano.

«L’amicizia con Tore Zuri – dice Samuele Ara – ci ha permesso di conoscere la realtà del Centro di Formazione Inter, gestito proprio dall’ex centrocampista di Inter e Cagliari. Per i nostri ragazzi, partecipare ai suoi allenamenti è un’occasione di crescita sportiva ma anche di vita. Il confronto con altri contesti serve anche per misurare il lavoro del nostro staff di educatori. Tuttavia siamo stati fin da subito molto chiari con i genitori: nessuno pensi di avere il campione in casa. Credo sia un discorso difficile in ogni realtà sportiva, ma dobbiamo essere forti nel far passare questo concetto».

Spesso le attività organizzate dalla Santa Maria Bambina portano con sé contenuti sociali molto alti. È il caso del torneo Avis. «Il presidente dell’Avis Comunale di Sassari è Serafino Dettori – interviene Antonio Caggiari – già nostro dirigente per tanti anni. Con lui abbiamo sempre portato avanti una forte sensibilizzazione sulla donazione di sangue, di cui in certi periodi dell’anno c’è davvero urgenza. Non a caso una volta all’anno, durante le festività natalizie, promuoviamo un torneo di calcio giovanile che mette al centro il tema della donazione. Funziona cosi: durante l’evento i volontari dell’Avis distribuiscono materiale informativo e gadget sia ai bambini che ai loro genitori. Ciò permette di creare dialogo su un tema molto delicato. E infatti la percentuale di donatori nei giorni successivi al torneo è generalmente in aumento. Non nascondo che siamo orgogliosi di portare sulle maglie delle nostre squadre il logo dell’Avis», conclude Caggiari.

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