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«Quella forza devastante della semplicità» PDF Stampa E-mail
Notizie Comitato Nazionale
Scritto da Segreteria   
Lunedì 25 Marzo 2013 00:14

Papa Francesco ha conquistato l’intera umanità in soli due giorni. Lo ha fatto a “colpi” di semplicità.

A fare subito breccia nel cuore di tutti sono stati il suo sorriso, il suo sguardo sereno e dolce, il suo apparire in pubblico senza la mozzetta rossa, il portare al collo un crocifisso non dorato, il tornare in pullman con i fratelli cardinali dopo l’elezione, il suo chiedere di andare nelle periferie e tra i poveri, il suo chiaro desiderio di stare tra la gente...

Qualcuno dice che con l’elezione di Papa Francesco la Chiesa è cambiata. O, almeno, questa è una percezione che si ha a livello mondiale. Verrebbe da dire che ha vinto la forza devastante della semplicità. In fondo è così anche nello sport.

Spesso che cosa fa la differenza tra un giocatore “mediocre” ed un bravo atleta? Quello “bravo” riesce sempre a fare le cose semplici anche nelle situazioni più difficili. È così anche nella vita. In un mondo che “più complesso e complicato” non si può bisogna tornare a vivere e a credere nelle cose semplici.

La felicità lì è di casa. Il senso della vita è tutto dentro la semplicità. Certo non è facile nel mondo di oggi essere uomini e donne semplici. Bisogna essere forti, avere radici profonde, ed essere delle grandi persone. Papa Francesco ci ha indicato in soli due giorni la strada, e ci ha fatto capire che ci terrà per mano nel nostro cammino. Un cammino che ci riguarda come uomini e donne, ma anche come associazione. Da sempre il Centro Sportivo Italiano, nel complesso universo sportivo, è quello dello sport “semplice”.

Da sempre le nostre società sportive sono realtà semplici, fatte di gente semplice, che guarda dritta alle cose che contano veramente nella vita. Oggi siamo chiamati a confermare con forza la nostra missione nel mondo dello sport: educare alla vita ed annunciare il Vangelo in tutto il mondo dello sport. Dobbiamo farlo con la forza e la determinazione della nostra semplicità e con il nostro stile.

Umiltà, pazienza, sorriso, testimonianza... consapevoli che siamo chiamati a aiutare tutto il mondo dello sport a riflettere , a “cambiare per rimanere se stesso” e a vivere con gioia e responsabilità le sue potenzialità educative. Siamo anche chiamati a guardare fuori dalla finestra.

Se i fratelli cardinali sono andati a prendere il Papa “quasi alla fine del mondo”, noi lo sport vogliamo portarlo davvero in ogni parte del mondo. La prima cosa che vogliamo fare è educare alla vita i ragazzi e le ragazze che ci sono stai affidati e che giocano nelle nostre società sportive. Ma la seconda (in realtà a pari merito con la prima) è quella di far giocare i bambini in tutte le parti del mondo.

Abbiamo portato il Csi in tanti Paesi in via di sviluppo, ma non ci basta. Vogliamo portare il Csi in tutte le periferie e tra tutti i poveri del mondo. Insomma, per dirla con metafora sportiva, alla domanda: «Con quale tattica scenderà in campo il Centro Sportivo Italiano di questi anni?», la risposta é chiara e precisa: «Puntiamo tutto sulla forza della semplicità e della testimonianza e sull’affidarci all’esempio ed alla guida di Papa Francesco».

Foto e testo tratti dal sito www-csi-net.it